Il Mercato delle gaite e la gaita Santa Maria. La storia.

Una volta  l’anno Bevagna si sveglia. E  lo fa con una con una manifestazione il cui successo crescente ha posto fine al suo torpore secolare: è il Mercato delle gaite.

Quando si è deciso di realizzare un progetto culturale di ampio respiro,che contribuisse alla riscoperta del nostro passato ,ci si è ispirati, non già alla lontana epoca romana,di cui ancora oggi Bevagna mostra bellissime testimonianze,bensì all’età medievale,in quanto la sua struttura architettonica,i suoi vicoli stretti e bui,le sue corti e la stessa piazza maggiore con i suoi mirabili esempi di arte romanica e gotica, costituivano sicuramente lo sfondo ideale, in cui far rivivere una pagina di storia cittadina. Trent’anni fa l’idea sembrava un pò moscia e un azzardo: fare a Bevagna un mercato medievale quando tutto intorno, l’Umbria celebrava tornei virili, quintane bellicose, giostre furenti, forzate corse dei Ceri. Nessuno all’epoca avrebbe scommesso un soldo bucato su una festa senza cavalli nè sbandieratori, senza tamburini nè strepitio di armature. Paradossalmente, invece, ha trionfato proprio il fatto che c’è una giusta eccitazione delle gare, che non ci sia nulla da vedere e al tempo stesso si possa vedere tutto. Lo spunto del mercato è stato trovato sulle pagine fitte di armoniosa scrittura cinquecentesca, i vecchi Statuti, che elencavano, organizzavano, dividevano la città in quattro gaite o guarie o porte.
E da trent’anni la Gaita Santa Maria trasforma Bevagna in un museo vivente, itinerario archeologico ed economico, volgendo un lavoro di seria ricerca storica