Ars guarnellariorum

Nominata negli statuti eugubini del 1338, vi appartenevano gli artigiani che tessevano il lino, la canapa,i cascami di lana,nonchè i cordai. Verso il Mille la coltivazione della canapa era diffusissima in tutto il territorio bevanate, pianeggiante e ricco di acque e dalla sua coltivazione traevano il loro sostentamento contadini e artigiani. Lo stesso statuto di Bevagna documenta l’importanza che aveva la coltivazione della canapa e la tessitura. Nel libro terzo si vieta l’importazione della canapa di Foligno a Bevagna nel suo distretto, inoltre è fatto obbligo al podestà di inviare il proprio notaio ogni martedì, giorno di mercato, a controllare il Forum Canape, perché non contravvenisse alla norma.La pena per coloro che fossero trovati colpevoli era stabilita in “decem solidis pro manna qualibet”, cioè per ciascuna matassa. Il capitolo 178 definisce il salario delle tessitrici di panni canapai in base ai nodi con precisione estrema: il compenso va da tre soldi per sei nodi e a otto soldi per quindici nodi. Per rispetto di questa antica tradizione della Bevagna medievale, la gaita si è impegnata a far rivivere nei gesti e nei suoni i diversi momenti della lavorazione della canapa, ripercorrendone con fedeltà i complessi passaggi,secondo le antiche tecniche. La tecnica per ottenere la fibra vegetale e la sua lavorazione è: carpite con le radici se ne fanno dei mazzi che si lasciano essiccare, successivamente si tengono a macerare per setto giorni lungo i ruscelli,indi si fanno asciugare. Perfettamente asciutti i mazzi si battono con la maciulla, che li priva delle foglie e dei fiori e ne frantuma la sottile scorza esterna.Poi questi mazzi privati delle scorze si fanno passare su di un legno irto di chiodi metallici piuttosto lunghi, chiamato pettine. A poco a poco le rimanenti scorie vengono trattenute dal pettine, rimane un mazzetto di fibre tessili integre,lunghe, di color grezzo da cui,dopo la filatura viene fuori un filato di prima qualità. Una volta filata, la canapa viene raccolta in matasse,con il naspo, e poi sbiancata con varie immersioni in acqua bollente e cenere. Con l’arcolaio e l’incannatoio le matasse sono dipanate e incannate per l’orditura e la tramatura. Mentre per la trama si utilizza la canapa di qualità più scadente,per l’ordito si utilizza quella migliore.Dopo averla passata sull’orditoio, viene montata sul telaio a mano. Ultima e indispensabile operazione dopo la tessitura, è l’imbiancatura della tela con frequenti immersioni nell’acqua ed esposizioni al sole.